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al Codice di Diritto Canonico

 

a cura della Redazione di Quaderni di Diritto Ecclesiale

     

       

       Tra i testi del concilio Vaticano II che hanno maggiormente influenzato l’ecclesiologia e il diritto canonico si può senz’altro annoverare il passo di Lumen gentium 23 che insegna:

«I vescovi [...] singolarmente presi, sono il principio visibile e il fondamento dell’unità nelle loro Chiese particolari, formate a immagine della Chiesa universale, nelle quali e a partire dalle quali [in quibus et ex quibus] esiste la sola e unica Chiesa cattolica».

      Nella lettera Communionis notio del 28 maggio 1992 la Congregazione per la dottrina della fede declina quella affermazione nella dottrina della mutua interiorità tra Chiesa particolare e Chiesa universale:

«Per capire il vero senso dell’applicazione analogica del termine comunione all’insieme delle Chiese particolari, è necessario innanzitutto tener conto che queste, per quanto “parti dell’unica Chiesa di Cristo”, hanno con il tutto, cioè con la Chiesa universale, un peculiare rapporto di “mutua interiorità”, perché in ogni Chiesa particolare “è veramente presente e agisce la Chiesa di Cristo, Una, Santa, Cattolica e Apostolica”» (n. 9)[1].

      Da questo apporto di comprensione della Chiesa particolare, è emersa, tra gli altri, la dimensione universale della Chiesa particolare: il battesimo conferito nella Chiesa particolare inserisce nella Chiesa universale; il presbiterio cui si accede con la ordinazione sacra immette al servizio della Chiesa universale attraverso l’istituto rinnovato dell’incardinazione.

       Sorge da questa chiara affermazione della dimensione universale della Chiesa particolare la domanda, a prima vista impertinente: esiste forse anche una dimensione particolare della Chiesa universale?

       La parte monografica di questo fascicolo intende in modo più suggestivo che sistematico, ma non per questo meno oggettivo, mostrare alcuni istituti giuridici che permettono di alludere alla reale dimensione particolare della Chiesa universale.

       Il primo contributo (Montini) intende illustrare la ragione teologica che sottende alla particolarità della Chiesa universale, ossia la Chiesa di Roma: essa è sede del successore dell’Apostolo Pietro, Vescovo di Roma, e sede del primato, la Chiesa Romana. Il primato di Pietro e il suo legame con una Chiesa “particolare” giustifica i tratti particolari che percorrono la Chiesa universale, e alcune istituzioni giuridiche presenti nella tradizione e nel diritto vigente lo provano.

       Il secondo contributo (Interlandi) percorre il tortuoso itinerario, soprattutto recente, dei rapporti tra la Curia Romana e il Vicariato dell’Urbe. È in questa relazione che si può scoprire la duplice forma della Chiesa di Roma: Chiesa particolare da un lato, con una propria dimensione territoriale e pastorale per la propria porzione di popolo di Dio e il proprio vescovo diocesano, ossia il Papa, e dall’altro, Chiesa ancora particolare, tutta rivolta e tesa alla Chiesa tutta, attraverso l’istituzione della Curia Romana. La fusione, l’allontanamento fino alla separazione organizzativa di queste due forme, rileva, senza smentirla, la natura della Chiesa Romana quale centro della comunione delle Chiese.

       Il terzo contributo (Perlasca) intende analizzare la natura della porzione di Chiesa costituita entro i confini dello Stato della Città del Vaticano. Anche in questo caso lo scopo è la verifica dell’appartenenza di quella porzione alla Chiesa di Roma: quanto più quell’appartenenza organizzativa sarà stretta, tanto più sarà verificato che la Chiesa universale «non può essere concepita [...] come una federazione di Chiese particolari» (Communionis notio, 9), anche perché non possiede un “distretto federale” esente, com’è abituale negli Stati federati.

       La seconda parte del fascicolo comprende anzitutto la consueta pubblicazione di un prospetto di procedura amministrativa, dedicato quest’anno alla sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato. Il prospetto, allegato alla Rivista, è introdotto da una breve presentazione all’interno del fascicolo. Vengono inoltre pubblicati contributi per due rubriche: documenti emanati nel 2023 (a cura di Franchetto), per la rubrica Documenti recenti della Sede Apostolica, e la presentazione di un sito internet di interesse canonistico (il sito che raccoglie e commenta la normativa della diocesi di Rottenburg-Stuttgart, https://rechtssammlung.drs.de). Chiude il fascicolo la relazione tenuta da Visioli al Corso dedicato alla tutela penale nella Chiesa, a cura della redazione della Rivista, tenutosi ad agosto 2023, riguardante i delitti contro il sacramento della penitenza.

[1] Congregazione per la dottrina della fede, lettera Communionis notio, 28 maggio 1992, in AAS 85 (1993) 843.

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