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al Codice di Diritto Canonico

 

a cura della Redazione di Quaderni di Diritto Ecclesiale

             

           

   

   

         

       

         

       

     

       

       Ha ancora senso parlare di seminario minore oggi? In molte parti del mondo sono fiorenti. Ma in occidente e pure nella realtà italiana sono una presenza del tutto residuale. Nel periodo successivo al concilio Vaticano II molte diocesi hanno progressivamente abbandonato la proposta vocazionale del seminario minore.

       Già nell’aula dell’ultimo Concilio sorse un vivace dibattito intorno a questa esperienza ricca di quattro secoli di storia. Il concilio di Trento, infatti, aveva fortemente voluto i seminari con la presenza di ragazzi e adolescenti per affrontare con decisione la necessaria e improrogabile riforma del clero. Ma nell’epoca della modernità, aveva ancora senso “allontanare” dal mondo i ragazzi per offrire loro un’educazione “protetta”, lontana dai genitori e dalla famiglia, con lo scopo di preparare i futuri presbiteri?

       I padri conciliari in Optatam totius confermarono la bontà dell’istituzione ma profondamente e radicalmente rinnovata. Il seminario minore non doveva più essere pensato come un seminario maggiore “in piccolo”. La peculiarità propria era un’altra e questa doveva essere riconosciuta e perseguita. Il vento di crisi che soffiò sulle Chiese particolari del mondo occidentale sempre più secolarizzato, alla fine del secondo millennio, comportò la riduzione delle presenze in seminario e, con l’inizio, del nuovo secolo, la progressiva chiusura dei seminari minori. E in questo contesto che nacquero forme differenti di accompagnamento vocazionale dei minori con incontri periodici, talvolta residenziali, spesso al di fuori degli ambienti del seminario.

       Nella parte monografica del presente numero si offrono tre approfondimenti specifici. Con il primo si intende precisare la finalità propria del seminario minore: esperienza ecclesiale comunitaria capace di “coltivare i germi di vocazione” al presbiterato intuita nell’età della fanciullezza e/o dell’adolescenza (Brugnotto); l’autore mette in luce gli orientamenti emersi nel concilio Vaticano II e condensati al n. 3 del decreto Optatam totius, recepito dal can. 234 del Codice, letto nel contesto più ampio dei pronunciamenti del magistero in materia e della peculiare normativa emanata per le Chiese in Italia.

       Nel secondo contributo si affronta il delicato tema della libertà dei minori di scegliere lo stato di vita, o meglio del loro diritto di essere immuni da qualunque forma di coercizione (Grazian); viene riletto il can. 219 richiamando la necessaria corresponsabilità tra genitori, pastori e comunità cristiana. Il tema della libertà dei minori che chiedono di entrare nella comunità del seminario minore è di grande attualità. Non è raro, infatti, imbattersi in genitori che si oppongono od ostacolano la richiesta del figlio con le istanze prettamente spirituali che l’accompagnano.

       Infine si presentano, distintamente dal seminario minore, le altre forme di accompagnamento vocazionale di ragazzi e adolescenti che sono richiamate anche dall’espressione “altri istituti” del can. 234 § 1 (Mombelli). Si tratta di forme semi-residenziali o di incontri periodici rivolti ai minori che avvertono in loro una speciale chiamata alla sequela del Signore; in alcuni contesti queste esperienze vengono chiamate seminario minore, ma si ritiene che non debbano essere confuse le due realtà. Semmai l’una propizia l’altra.

       L’attenzione ai seminari minori e alle altre forme di accompagnamento vocazionale, vuole essere un piccolo contributo alla realizzazione del “patto educativo” tanto auspicato da papa Francesco. Come egli stesso ha ricordato, è sempre più necessario «trovare la convergenza globale per un’educazione che sappia farsi portatrice di un’alleanza tra tutte le componenti della persona: tra lo studio e la vita; tra le generazioni; tra i docenti, gli studenti, le famiglie e la società civile con le sue espressioni intellettuali, scientifiche, artistiche, sportive, politiche, imprenditoriali e solidali. Un’alleanza tra gli abitanti della Terra e la “casa comune”, alla quale dobbiamo cura e rispetto. Un’alleanza generatrice di pace, giustizia e accoglienza tra tutti i popoli della famiglia umana nonché di dialogo tra le religioni» (Messaggio per il lancio del Patto educativo, 12 settembre 2019, in «L’Osservatore Romano», 13 settembre 2019, p. 8). Il seminario minore potrà raggiungere nel tempo presente le proprie finalità soltanto educando ad una risposta generosa alla chiamata del Signore in alleanza con la famiglia, comunità parrocchiale e gli abitanti della “casa comune”.

       Nella seconda parte del fascicolo viene offerto anzitutto, per la rubrica di commento a un canone, un approfondimento sul can. 587 riguardante l’armonizzazione nelle costituzioni degli istituti di vita consacrata degli elementi spirituali e giuridici (redatto da Tibi).

       Giunge poi a conclusione la pubblicazione delle relazioni tenute al corso per operatori dei tribunali del 2018, con due relazioni collegate tra loro circa la libertà per un valido consenso, tema affrontato prima nella prospettiva della teologia morale (Quaranta) poi in quella del diritto canonico (Vanzetto). Infine, vengono pubblicate alcune risposte redatte da membri della Redazione per il servizio di QDEonline.

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