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       Nella storia del dopo Concilio, lunga ormai quasi settant’anni, il tema del celibato ecclesiastico, ovvero il dibattito circa la convenienza o meno della sua obbligatorietà, è stato più volte riproposto. Qui ci limiteremo a ricordare i due momenti estremi, sia in senso temporale che di intensità. Iniziò l’Olanda, sul finire degli anni ‘60 del secolo scorso, sulla scorta di una forte diminuzione del clero e delle vocazioni. Gli elementi essenziali del dibattito restano, di fatto, fissati nella prima parte dell’enciclica Sacerdotalis caelibatus, con la quale papa Paolo VI intese arginare le tensioni e riproporre la dottrina della Chiesa.

       Ai nostri giorni il dibattito si è riacceso alla luce di due avvenimenti riguardanti “due mondi” diversi e lontani: l’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per la Regione Panamazzonica concluso nel 2019, e il Cammino sinodale della Chiesa in Germania tuttora in corso.

       Nel Sinodo per l’Amazzonia la questione di fondo resta fondamentalmente, ancora una volta, la difficoltà ad avere un numero sufficiente di ministri sacri; nel Cammino sinodale tedesco, invece, il tema del celibato viene affrontato in maniera più radicale, insieme ad altre questioni ritenute determinanti per il rinnovamento della Chiesa. Il celibato, in particolare, viene posto sotto accusa e in stretto collegamento con le vicende di abusi del clero che tanto hanno scosso la Chiesa e l’opinione pubblica. Ovviamente è, questa, una tesi difficile da condividere e da dimostrare. È evidente, invece, il tentativo di far leva su fatti incresciosi e di grande risonanza, per riproporre temi già altre volte dibattuti, riscuotere consenso e attuare, a forza, un improprio ordine del giorno con la pretesa di condizionare l’intera cattolicità. Fatto certamente nuovo ed eclatante, poi, è la critica presa di posizione di gran parte di un episcopato, quello tedesco, nonostante alcuni interventi diretti della Santa Sede.

       Entro questo quadro per nulla sereno, la nostra Rivista ripropone, dopo diversi anni dalla precedente trattazione, e soprattutto in modo positivo, il tema del celibato, ma da una particolare prospettiva: quella delle “ragioni del celibato”. I contributi della parte monografica sono tre.

       Il primo (Miragoli) propone il commento a un inedito di papa Paolo VI. Si tratta di un dialogo tra il Papa e il Cardinale olandese Alfrink, risalente all’anno 1970. Tramite questo testo è possibile, quindi, recuperare in estrema sintesi i termini del dibattito sul celibato all’indomani del Concilio.

       Segue un contributo sul tema della formazione al consiglio evangelico della castità, tenendo come riferimento la Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis dell’8 dicembre 2016 (Ghirlanda). L’articolo affronta anche le principali sfide che oggi si pongono sul cammino della formazione sacerdotale e i criteri da tener presenti nel caso di candidati nei quali si presentino disordini quali l’omosessualità, la pedofilia, il travestitismo e il transessualismo, disordini antichi ma, nel contesto culturale odierno, considerati con accentuazioni nuove.

       Il terzo contributo (a cura di Montini) propone, a modo di recensione e senza pretesa esaustiva, cinque recenti riflessioni sul celibato sacerdotale. Tre sono libri (Cattaneo, Mercier, Sarah-Ratzinger) e due sono articoli (Parolin, del Pozzo) che nell’ultimo decennio hanno contribuito a porre in rilievo le ragioni che oggi rendono plausibile, ragionevole e necessaria la legge del celibato sacerdotale.

       La seconda parte del fascicolo propone anzitutto un dossier (con la collaborazione di diversi autori) sull’uso delle connessioni da remoto nell’attività giudiziaria, alla luce delle esigenze emerse in modo più pressante in occasione della pandemia di Covid-19; quindi, per la rubrica di commento a un canone, un articolo di Marchetti sulla registrazione del battesimo conferito (can. 877 § 1).

       Come già nelle quattro annate precedenti, sempre in occasione del terzo fascicolo dell’anno, viene inoltre allegato alla rivista un prospetto di procedura amministrativa, riguardante quest’anno la rimozione del docente dell’Università ecclesiastica (e più in generale degli istituti ecclesiastici di studi superiori); il prospetto viene presentato, con alcune ulteriori specificazioni sull’argomento, all’interno del fascicolo.

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