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          Nonostante si tratti di una disciplina molto antica, lo scioglimento del matrimonio non sacramentale resta ancora questione “di nicchia” nella vita della Chiesa, spesso confuso con il “privilegio paolino” o addirittura associato alla nullità del consenso. La reazione di molte persone, anche operatori pastorali, alla notizia che esiste una potestà tale da sciogliere un matrimonio celebrato davanti a un ministro della Chiesa, è sovente di sorpresa. E ancora di più quando si scopre che il consenso tra due persone non battezzate è connotato dall’indissolubilità. Non sono rari i casi in cui, in buona fede, si preparano-per loro nuove nozze, salvo poi accorgersi di non poter procedere ulteriormente a causa di un vincolo precedente che, anche se non sacramentale, determina la condizione giuridica della persona. Quaderni di diritto ecclesiale ha più volte affrontato l’argomento dello scioglimento del matrimonio in favore della fede, sia nelle pagine della rivista (cf QDE 3/2007 e 1/2009), sia nei convegni estivi offerti agli operatori del diritto. A vent’anni dalla pubblicazione delle Norme per istituire il processo per lo scioglimento del vincolo matrimoniale in favore della fede da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede (30 aprile 2001), si è ritenuto utile ritornare sull’argomento in una prospettiva nuova, che offra al lettore non tanto una ripetizione della normativa al riguardo (numerosi sono gli studi facilmente accessibili in proposito), quanto piuttosto la messa a fuoco di questioni che in questi venti anni sembrano essere rimaste in ombra e si ritengono oggi meritevoli di attenzione.

        Il primo contributo (Visioli) intende presentare alcune linee di fondo sul matrimonio quale realtà innestata nell’ordine naturale. Il sacramento del matrimonio infatti non è una realtà estrinseca al dato naturale, ma lo presuppone. Di più, è lo stesso dato naturale, evidenziato dalla ragione, che viene assunto ed elevato da Cristo a segno e strumento di salvezza. Ciò rende necessario uno sguardo attento del canonista alla dimensione naturale del matrimonio in quanto capace di esprimere in se stessa gli elementi propri del sacramento (unità, indissolubilità, apertura alla procreazione, fedeltà...), sebbene con un valore diverso. Il secondo articolo affronta una domanda apparentemente semplice, in realtà decisiva nella procedura di scioglimento del matrimonio, che può essere avviata quando almeno una delle due parti non è battezzata: come provare l’assenza del battesimo? Dal punto di vista processuale è possibile provare la presenza di qualcosa: ma come giungere alla certezza della sua assenza? La prova del non battesimo è condicio sine qua la grazia dello scioglimento non può essere concessa (cf Normae art. 16). L’autore (Bianchi) prende spunto dalla tecnica processuale per offrire agli operatori del diritto utili considerazioni in proposito: si tratterà prevalentemente di individuare una prova logica - ossia indiziaria e induttiva - idonea a escludere con certezza morale il fatto dell’avvenuto battesimo. L’articolo si completa con un prezioso schema pratico di domande al fine di raggiungere questa certezza. Il terzo contributo passa in rassegna in modo sintetico alcune questioni solo apparentemente secondarie e nascoste della disciplina dello scioglimento in favore della fede, che nel corso degli ultimi vent’anni si sono presentate nella prassi della Congregazione per la Dottrina della Fede e meritano di essere conosciute. L’autore (Fürnkranz), forte di una lunga esperienza personale presso il dicastero competente, aiuta a comprendere certi risvolti della procedura, puntualizza delicati passaggi, analizza singolari fattispecie, conducendo il lettore nel fitto bosco della disciplina perché acquisisca maggiore competenza. Infine un quarto contributo, in forma di Nota, presenta i numeri e le statistiche che riguardano lo scioglimento del matrimonio in favore della fede degli ultimi anni. Le statistiche, a oggi inedite, sono corredate da una nota di commento che ne aiuta la lettura interpretandone i dati e collocandoli nel panorama ecclesiale e sociale odierno (Visioli).

        Due elementi in particolare rendono attuale l’argomento della parte monografica. Da una parte l’attenzione rinnovata della Chiesa sulle situazioni di irregolarità matrimoniale. Tra i mezzi offerti per un discernimento ecclesiale volto a individuare strade di libertà per chi ha già vissuto o sta vivendo una unione precedente, quello dello scioglimento del matrimonio in favore della fede, per quanto limitato, può essere tenuto in debita considerazione. Ma perché ciò accada deve essere conosciuto. Dall’altra parte la crescente mobilità umana (cf QDE 1/2020) e la minore adesione alla fede cristiana in ambito occidentale comportano come conseguenza che anche in Paesi di tradizione cristiana aumenterà verosimilmente la presenza di chi non ha ricevuto il battesimo e chiederà di contrarre matrimonio nella forma stabilita dalla Chiesa.

         Nella seconda parte del fascicolo sono ospitati contributi inerenti a tre rubriche della rivista. Per la rubrica di commento a un canone, un articolo di Trevisan commenta il can. 942 sull’adorazione eucaristica prolungata. Riprende poi, dopo una sospensione e proseguendo da dove si era interrotta, la pubblicazione dei Documenti recenti della Sede Apostolica; in questo fascicolo sono recensiti quelli emanati nel 2017. Infine, viene presentato il sito internet della Facoltà di Diritto Canonico dell’Università Gregoriana: www.iuscangreg.it.

       Al fascicolo è inoltre allegato un inserto integrativo al Codice di diritto canonico commentato curato dalla Redazione della rivista, concernente il can. 579 (modificato con motu proprio Authenticum charismatis del 10 novembre 2020) e il can. 230 (modificato con motu proprio Spiritus Domini del 10 gennaio 2021), a beneficio di tutti i lettori e in particolare di quanti hanno acquistato il volume del Codice commentato; ed è allegato il dépliant del primo anno del corso estivo sul diritto penale organizzato dalla Redazione, già programmato per l’estate scorsa, poi annullato a motivo della pandemia, e che quest’anno si terrà sicuramente: in presenza se possibile, o altrimenti su piattaforma webinar.

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