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      «Le leggi sono istituite con la promulgazione». La previsione del canone 7 (can. 1488 del Codice dei canoni delle Chiese orientali) è frutto di una storia millenaria. Il tema della promulgazione potrebbe apparire molto tecnico e del tutto lontano dalle urgenze della Chiesa e della società. In verità anche ai nostri giorni – e forse più che in passato – si avverte l’urgenza di avere norme chiare e tutelate dalla certezza del diritto: purtroppo non sempre questo accade. Pertanto è utile, con un primo contributo, tornare alla storia per rileggere la nozione di promulgazione e le modalità di attuazione della stessa (Brugnotto). La previsione codiciale che descrive le modalità di promulgazione delle leggi sia universali sia particolari viene approfondita nel secondo articolo della parte monografica, individuandone gli elementi imprescindibili in rapporto al processo di produzione normativa, ed evidenziando i problemi connessi con l’attuale prassi nomogenetica, unitamente alle sfide e alle potenzialità ivi soggiacenti (Massignani). Di particolare interesse è il contributo sulle forme di promulgazione online che oggi sono possibili grazie alla tecnologia informatica (Giraudo): non bisogna sottovalutare i rischi di operazioni informatiche superficiali che possono produrre e moltiplicare gli errori a scapito delle esigenze dei destinatari delle leggi, tuttavia l’autore presenta delle possibilità di promulgazione online capaci di contenere e pure superare i rischi della vulnerabilità dei testi che con grande facilità sono universalmente accessibili in rete.
     Nella seconda parte del fascicolo vengono proposti una riflessione di Redaelli sulla progettazione del rinnovamento delle curie diocesane, a completamento delle relazioni tenute al corso dell’agosto 2017 per operatori delle curie; e inizia la pubblicazione del materiale relativo al corso per operatori di tribunali tenuto nell’agosto 2018, con la presentazione generale del corso e un ampio contributo di Bianchi avente a tema il requisito oggettivo per l’ammissione della causa di nullità al processus brevior, che quindi analizza il can. 1683, 2° e l’art. 14 della Ratio procedendi annessa al motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus.

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