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      La potestà negli istituti di vita consacrata è da sempre oggetto di analisi e approfondimento ad ampio raggio. Tale realtà presenta molte variabili nelle diverse forme di vita consacrata presenti nella Chiesa, una potestà che è definita sia dal diritto universale che dalle costituzioni dei singoli istituti (cf can. 596 § 1). Tutta la riflessione su tale realtà non può prescindere dal fatto che l’autorità nella vita religiosa non ha solo il compito di organizzare la vita di un istituto, ma soprattutto quello di accompagnare il cammino di fedeltà dello stesso e dei suoi membri al carisma del fondatore e al progetto di Dio e della Chiesa sull’istituto (cf Mutuae relationes).
      Nel can. 596 § 1 il Legislatore non precisa la natura e l’origine della potestà comune agli istituti di vita consacrata e nel § 2 non interviene nel dibattito dottrinale in merito all’esercizio della potestà di governo ecclesiastica negli istituti religiosi clericali di diritto pontificio, ma si limita ad affermare che questi ultimi «hanno inoltre potestà ecclesiastica di governo, tanto per il foro esterno che per quello interno».
     Consapevoli della delicatezza e della complessità di tale argomento (con diversità di opinioni tra i vari autori) e allo scopo di contribuire alla riflessione e alla comprensione del diverso ruolo dei soggetti coinvolti, la parte monografica del presente fascicolo è dedicata all’analisi di alcuni aspetti della potestà di governo ecclesiastica degli istituti religiosi clericali di diritto pontificio.
     Nel primo contributo, Ghirlanda illustra il fondamento ecclesiologico della potestà dei superiori degli istituti religiosi, in particolare quelli di diritto pontificio ed esenti. Egli partendo dalla “coessenzialità” tra doni gerarchici e doni carismatici e la relativa visione ecclesiologica, trae delle conseguenze in merito alla natura della potestà che viene esercitata sia negli istituti di vita consacrata in generale, che negli istituti religiosi clericali o esenti in particolare.
    Il secondo articolo si concentra sui capitoli e sui superiori maggiori, i soggetti che esercitano la potestà di governo collegiale e personale in un istituto religioso clericale di diritto pontificio diviso in provincie. L’autore (Rava) analizza l’identità e la natura ditali soggetti e le relative competenze (in ambito legislativo, esecutivo e giudiziale), sia a livello generale che nelle singole parti dello stesso istituto, avendo come orizzonte di fondo il carisma e il patrimonio stabile dell’istituto.
    Nell’ultimo articolo della parte monografica viene analizzato il rapporto tra il governo centrale di un istituto religioso clericale di diritto pontificio e le proprie circoscrizioni. L’autore (Perlasca) affronta l’argomento come l’elaborazione di un progetto relativo alla costruzione di un edificio e intende operare delle riflessioni in itinere, per presentare lo status quaestionis di un dibattito ancora aperto sul tema della potestà di governo e il rapporto tra “periferia” e “centro” all’interno di un medesimo carisma.
    Nella seconda parte del fascicolo trovano spazio un commento a un canone, il can. 1039 sugli esercizi spirituali in preparazione all’ordinazione, presentato da Migliavacca. Prosegue poi la pubblicazione delle relazioni tenute al corso per gli operatori dei tribunali dell’agosto 2017, con due contributi di Caviglia e Franchetto sugli equilibri tra le diverse istanze nel processo più breve: dopo il testo di Saroglia pubblicato nel fascicolo precedente e che si concentrava sulla figura dell’avvocato (istanza del bene dei fedeli), questi si concentrano sulla figura del difensore del vincolo (qualificata come istanza del bene del matrimonio) e sul ruolo di istruttore e assessore nel processus brevior (individuato come “istanza della verità”).
    Infine, per il terzo anno la rivista offre in allegato un prospetto di procedura amministrativa, dedicato stavolta al trasferimento del parroco e realizzato a cura di Montini.
    Un ulteriore allegato, pensato in particolare per chi possiede la IV edizione del Codice di diritto canonico commentato curato dalla Redazione, ma che potrà essere utile anche ai lettori che non hanno il volume, contiene l’aggiornamento di testo e commento del Codice a seguito della modifica dei cann. 694 e 729 attuata da papa Francesco con il motu proprio Communis vita.

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