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     L'attenzione al tema dei minori, alla loro condizione, alla tutela della loro persona e dei singoli loro diritti si è risvegliata in questi ultimi decenni non solo nella Chiesa, ma anche nella società civile. Sono state prodotte delle "carte" dei loro diritti, firmate da molti Paesi. Purtroppo si è preso atto che l'attenzione alla tutela del minore debba rimanere sempre alta, non solo a causa degli abusi da loro subiti – che hanno attraversato sia il mondo civile sia la Chiesa –, ma anche perché ai grandi proclami non sono sempre seguite azioni concrete che favoriscano e valorizzino la loro presenza nella Chiesa e nella società.
     Il presente numero di Quaderni intende dare un contributo alla delineazione di un quadro più chiaro e approfondito circa l'insieme dei diritti, e dei doveri che ne conseguono, che riguardano il minore nella Chiesa. Ci si concentra dunque, per tracciare tale quadro, sull'ambito giuridico e su quello ecclesiale e, tra le tante diramazioni possibili, si compiono anche alcune scelte specifiche, sperando semplicemente di tracciare dei solchi di riflessione che potranno poi essere ripresi e proseguiti.
     Il lavoro svolto permette di apprezzare già alcune significative considerazioni. Infatti, superata una prima impressione circa il fatto che il Codice non paia contenere una dottrina organica e unitaria sul minore, si scopre che le indicazioni che via via troviamo nel testo codiciale riferite ai minori costituiscono un preciso e coerente quadro identificativo dei loro diritti fondamentali e dei doveri che ne scaturiscono. Tanto che è possibile a partire dalla legislazione della Chiesa tracciare un'elencazione articolata di alcuni diritti e doveri fondamentali, radicati sia nel diritto naturale sia nella specifica appartenenza ecclesiale.
     In secondo luogo si può prendere atto che la tradizione giuridica della Chiesa ha da sempre cercato di predisporre misure che possano da una parte favorire già durante la minore età l'esercizio di alcuni diritti, e doveri, da parte del minore, dall'altra tutelare il loro esercizio laddove il minore non sia ancora in grado di esprimerli, odi esprimerli in modo compiuto. Particolarmente esplicativi ed illuminanti a riguardo ditali aspetti i due approfondimenti nel secondo e nel terzo articolo sul diritto del minore a ricevere i sacramenti e sulla sua possibilità di agire in giudizio.
     Da queste primissime considerazioni si può evidenziare come l'acquisizione della personalità, intesa come soggettività giuridica, all'interno della Chiesa fin dal momento del battesimo non sia semplicemente una dichiarazione di principio, ma la condizione di possibilità affinché il minore sia già subito soggetto nella Chiesa e nel suo ordinamento e possa, anche se in modo graduale e proporzionale, esercitare tale condizione. Tutto ciò evitando quindi di considerarlo solo un destinatario passivo di cura e di tutela, ma favorendo lo sviluppo della sua personalità, il suo ruolo attivo e arricchente la vita della comunità cristiana.
    Il primo articolo (Grazian) si propone un intento generale di introduzione al tema, cercando di mostrare l'esistenza e di (ri) costruire, a partire dalla legislazione della Chiesa, uno statuto giuridico del minore. Dopo aver ricordato la radicazione del tema dei minori nella tradizione biblica e giuridica della Chiesa, ne abbozza alcuni diritti-doveri fondamentali. Ai diritti dei minori infatti corrispondono doveri di altri soggetti affinché tali diritti possano essere esercitati, ma si può affermare che anche il minore ha dei doveri, soprattutto a partire dall'età della ragione, nei confronti di se stesso, in particolare della sua vita spirituale, e della Chiesa.
    Il secondo contributo (Marini), partendo da una prospettiva particolare, e cioè il decreto Quam singulari promulgato dalla Sacra congregazione dei sacramenti l'8 agosto 1910 su mandato di papa Pio X, affronta l'aspetto specifico del diritto di accesso ai sacramenti da parte dei minori. L'articolo apre anche ad alcune considerazioni sui riflessi pastorali della disciplina canonica, che riguardano sia la reale possibilità dei minori di aver accesso ai sacramenti, sia la problematicità legata al rapporto tra accesso ai sacramenti ed effettivo inserimento nella vita della comunità cristiana.
    Il terzo contributo (Montini) apre l'approfondimento ad un aspetto "tecnico", ma anche molto delicato, e cioè la possibilità di far valere i propri diritti da parte del minore attraverso lo strumento del procedimento giudiziale. Se da una parte l'azione giudiziale da parte di un minore può avvenire, proprio per favorire una sua maggior tutela, attraverso i genitori o i tutori, dall'altra è garantita una possibilità dello stesso minore, da esercitare gradualmente, di agire in prima persona, con riconoscimento dunque della personalità processuale, laddove vi sia un processo giudiziale sulla specifica materia spirituale o ad essa connessa.
     Pur partendo da prospettive e da consegne diverse i tre contributi delineano aspetti molto interessanti della normativa ecclesiale, che mostrano come la legislazione canonica riconosca anche nella pratica la dignità del minore e dei beni soprattutto spirituali ed ecclesiali che gli competono.
    Nella seconda parte del fascicolo, una comunità claustrale di vita integralmente contemplativa offre una lettura, preziosa perché proveniente dall'interno della esperienza contemplativa stessa, dei recenti documenti sulla vita contemplativa femminile emanati dalla Santa Sede; e, per la rubrica di commento a un canone, Franchetto traccia un approfondito esame della tematica del concistoro straordinario, disciplinata dal can. 353 § 3. Infine, viene avviata la pubblicazione di alcuni contributi collegati al corso per operatori di curie diocesane tenuto a Perugia nell'agosto 2017, a cura della nostra Redazione: in questo fascicolo trovano spazio la cronaca del corso, e la relazione introduttiva tenuta da Ghirlanda riguardante i profili canonici del ministero pastorale del vescovo nella diocesi.

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