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 «Il dono della vocazione al presbiterato, posto da Dio nel cuore di alcuni uomini, impegna la Chiesa a proporre loro un serio cammino di formazione; come ha ricordato Papa Francesco in occasione del suo discorso alla Plenaria della Congregazione per il Clero (3 ottobre 2014), "si tratta di custodire e far crescere le vocazioni, perché portino frutti maturi. Esse sono un 'diamante grezzo' da lavorare con cura, rispetto della coscienza delle persone e pazienza, perché brillino in mezzo al popolo di Dio"».

        (Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis Il Dono della vocazione presbiterale, 8 dicembre 2016)

       Un simpatico romanzo sulla vita e il ministero dei presbiteri, di Jean Mercier, dal titolo Il signor parroco ha dato di matto, affronta le vicende e le peripezie di un parroco in una parrocchia francese, alle prese con la fantasia e le difficoltà della sua gente e il rapporto con l'istituzione ecclesiale.

       Ad una intervista che segue una imprevista e rocambolesca fuga, il parroco, alla domanda circa il ministero del prete risponde:

«La sostanza delle cose è che il prete si pone tra l'uomo e Dio. Pregare e intercedere per la gente per lui è tanto importante quanto fare mille cose con e per essa. Vorrei essere parroco in un modo diverso: un modo che occorrerà inventare insieme con i parrocchiani. Lo so, è strano e io non posso andare verso la gente; ormai sono loro che devono venire verso di me. Ma va bene così. Lo sa, la gente prende il proprio parroco come una specie di uomo tuttofare. Sì, il prete è ai servizio dei suoi parrocchiani, ma il rischio è quello di credere in una forma di attivismo, nei quale si dimentica il motivo per cui il prete è lì: per testimoniare il Cristo e la sua presenza in mezzo agli uomini. È una missione che nasce da un sacramento. Ora, noi preti ci spossiamo tanto in riunioni che spesso non servono granché; ci viene chiesto di mettere in pratica un'infinità di direttive che vengono dall'alto. Passiamo il nostro tempo sulle strade, a celebrare, a volte, i sacramenti per gente che, in fondo, non vuol cambiar vita, ma solo sentirsi a posto con un Dio magico. Voglio smetterla di esaurirmi nei mille compiti che non rientrano direttamente nell'ambito dei sacerdozio. È forse un sogno, ma io lo voglio tentare».

       La simpatica vicenda di questo parroco che dipinge per il lettore, in modo realistico e attuale, la vita e le sfide del prete oggi nella comunità, suggerisce di ripensare, comprendere e proporre di nuovo il servizio del prete nella Chiesa e l'attualità della sua presenza e della sua missione. Si parla della identità e del ministero del prete.

         La prima tappa di questa comprensione e proposta della vita e del ministero del presbitero è la formazione, soprattutto quella vissuta in seminario, in vista della ordinazione presbiterale.

      La Chiesa, con la voce della Congregazione per il clero, lo scorso 8 dicembre 2016 ha pubblicato la nuova Ratio Fundamentalis per la formazione dei seminaristi, dal titolo Il Dono della vocazione presbiterale. Viene offerto in questo documento un quadro ripensato e aggiornato del cammino di discernimento, di formazione e promozione della figura del presbitero nella vita della comunità cristiana. In queste pagine si tenta di far tesoro del magistero di papa Francesco insieme alla tradizione della Chiesa, si vuole rispondere ad alcune emergenze della formazione e si ripropone la scelta del sacerdozio ministeriale come cammino di sequela, cammino discepolare, dietro al Signore Gesù che ancora chiama.

         A questo tema si dedicano tre articoli di questo numero della nostra rivista.

      Il primo, di Giuliano Brugnotto, si interroga sul valore giuridico della nuova Ratio institutionis, sviluppando il rapporto tra il documento della Congregazione e i regolamenti necessari e richiesti alle conferenze episcopali nazionali. Seguendo gli elementi offerti dal diritto e dal magistero della Chiesa, approfondendo la natura della Ratio della Congregazione, l'autore approfondisce la necessità, il senso e il rapporto delle Rationes nazionali con il documento universale. Un approccio interessante anche per la Chiesa in Italia dove il regolamento in vigore, La formazione dei presbiteri nella Chiesa italiana, del 4 novembre 2006, sembra conservare una propria attualità e conformità a quanto dispone la nuova Ratio.

         Il secondo articolo, di Francesco Grazian, intende rilevare e indicare le dimensioni normative della nuova Ratio soprattutto delineando elementi di novità e di progresso rispetto agli orientamenti precedenti. Egli, ripercorrendo i capitoli del documento, ne offre una presentazione ragionata, sottolineando elementi giuridici e novità significative, in vista di un efficace opera formativa verso il presbiterato.

        Il terzo contributo, di Andrea Migliavacca, si sofferma su un aspetto particolare della formazione che sembra emergere dalla Ratio, in continuità e sviluppo di quanto messo in rilievo, almeno a partire dalla Pastores dabo vobis, cioè la dimensione umana della formazione. L'autore offre anzitutto una sintetica rassegna di documenti del magistero in cui emerge questa attenzione, rilevando appunto le novità successive alla esortazione apostolica citata. Si mostra dunque come nei documenti in vigore la formazione umana assume un rilievo significativo, come primo e indispensabile passo per l'educazione al presbiterato e il discernimento vocazionale. L'articolo mette in luce alcuni degli aspetti che nel cammino formativo sono legati alla dimensione umana della formazione e come questa entri in rapporto con gli altri ambiti della formazione, soprattutto quella spirituale.

       Preme sottolineare come le varie dimensioni della formazione rimandino alla cura del rapporto personale tra il candidato al sacerdozio e poi presbitero e il Signore Gesù. Così si afferma nel documento di Aparecida (V Conferenza dell'episcopato latinoamericano, 2007, nn. 6s) che indica la prima esigenza per la riforma della vita del prete: «... che il parroco sia un autentico discepolo di Gesù Cristo, perché solo un sacerdote innamorato del Signore può rinnovare una parrocchia. Nel contempo, però, deve essere un missionario fervoroso, che vive il costante anelito di andare alla ricerca dei lontani e non si accontenta della semplice amministrazione delle cose».

       La seconda parte del fascicolo offre anzitutto un breve contributo a completamento del fascicolo sulla convalidazione e sanazione del matrimonio, riguardante la registrazione della, sanazione del matrimonio civile, per il quale è stato chiesto l'intervento di Emanuele Albanese. Inoltre, con due testi – uno di Adolfo Zambon su alcuni aspetti del processus brevior di nullità del matrimonio, e l'altro di G. Paolo Montini sull'esecuzione della sentenza affermativa e sull'appello nelle cause di nullità matrimoniale dopo l'abolizione dell'obbligo della doppia decisione conforme – si conclude la pubblicazione delle relazioni tenute al corso 2016 per gli operatori di tribunali ecclesiastici.

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