Tra i vari punti di osservazione che si possono scegliere per lo studio del trattato sul matrimonio canonico, quello della convalidazione offre una prospettiva singolare. La sua peculiarità è data dal fatto che, a differenza di altri approcci – per esempio quello dato dagli impedimenti dirimenti, dalla forma canonica o dallo stesso consenso matrimoniale –, l’istituto della convalidazione offre una visuale onnicomprensiva sulla materia matrimoniale. Volendo ricorrere a un’immagine, la convalidazione costituisce una specie di snodo dove s’intersecano le principali articolazioni di quella struttura che è l’istituto matrimoniale. Prova ne è che la percorribilità delle vie di sanazione contemplate dall’ordinamento canonico presuppone un’approfondita ed esatta conoscenza dell’istituto matrimoniale.

Un secondo aspetto peculiare della convalidazione è costituito dal fatto che è ancora un terreno per certi versi non completamente dissodato. Le sfumature diverse che connotano i contributi di questo fascicolo lo testimoniano. L’evoluzione della realtà sociale pone poi all’istituto stesso interrogativi sempre nuovi. Si pensi al tema del valore da riconoscere al(l’attentato) matrimonio civile di quanti sono tenuti alla forma canonica; come anche all’impatto che comporta sulla capacità di prestare un valido consenso l’evoluzione dell’istituto matrimoniale in atto in alcuni ordinamenti giuridici. Tutto questo offre interessanti possibilità di ricerca.

Non va infine dimenticato come il tema della convalidazione non solo offra spunti d’interesse prettamente accademico, ma abbia anche immediate ricadute pratiche. Quella della sanazione è infatti una delle soluzioni, ispirate a principi di giustizia e di realtà, che la Chiesa ha individuato per affrontare i matrimoni nulli con la volontà di perseguire il bene dei fedeli. Non si deve però dare per scontata una conoscenza generalizzata di questo istituto né delle sue concrete possibilità di applicazione. Da questo conseguono sia un sotto-utilizzo degli strumenti da esso offerti sia un abuso dell’istituto stesso, pregiudicando in ogni caso il bene dei fedeli.

Tutti questi e altri motivi hanno portato a scegliere la convalidazione come tema della parte monografica del presente fascicolo. Consapevoli che l’istituto della convalidazione è – secondo l’espressione consueta a p. Navarrete – «forse il più complesso del trattato sul matrimonio canonico», dopo un primo articolo (Rava) dedicato ad una presentazione sintetica della materia, si è deciso di affrontare il tema concentrandosi su tre argomenti specifici di particolare interesse: il capo di nullità dell’invalida convalidazione di un matrimonio civile attentato (Montini), la sanazione in radice dei matrimoni civili (Mingardi) e l’ipotesi de iure condendo della convalidazione automatica (Massignani).

Il primo articolo riprende quella che è l’architettura dell’istituto della convalidazione (semplice e sanazione) così come previsto nel Codice vigente, per poi scendere nello specifico delle singole fattispecie (convalidazione semplice in caso di impedimento dirimente, di vizio di consenso e di difetto di forma canonica, e sanazione in radice), illustrandone l’applicazione concreta.

Il secondo contributo, prendendo spunto dalla presa di posizione della Segnatura Apostolica circa il presunto nuovo capo di nullità della invalida convalidazione, introdotto alcuni anni fa in ambito anglosassone, offre alcune conclusioni sistematiche che permettono ai tribunali di focalizzare la problematica in modo più appropriato, rilevando nel contempo quelle che, a detta dell’Autore, sono le ripercussioni sull’istituto della convalidazione semplice ex can. 1160.

Nel terzo articolo, dal taglio sostanzialmente pratico, l’Autore si prefigge di dare delle indicazioni operative nell’applicazione della sa-nazione in radice dei matrimoni attentati civilmente da parte di coloro che sono tenuti alla forma canonica. Nel fare questo offre un approfondimento dell’istituto stesso della sanatio in radice, evidenziando al contempo alcuni aspetti problematici legati alla convalidazione di un matrimonio civile attentato.

L’ultimo contributo, infine, allarga la prospettiva su una terza ipotesi di convalidazione (oltre alla convalidazione semplice e alla sanazione in radice), al momento non contemplata nell’ordinamento matrimoniale canonico: la convalidazione automatica. Si tratta di quella modalità di sanazione di un vincolo matrimoniale nullo che si dà automaticamente, in forza della perseveranza del consenso maritale, al venir meno della causa di invalidità e senza che nel caso particolare si renda necessario l’intervento specifico delle parti o dell’autorità della Chiesa. L’Autore dimostra come tale possibilità non solo non si ponga in contraddizione con il principio di insostituibilità del consenso, ma sia indirettamente ammessa dalla Chiesa stessa quando contemplata dagli ordinamenti propri delle parti non cattoliche.

Nella seconda parte del fascicolo trovano spazio anzitutto alcuni contributi per le rubriche: per i commenti a un canone, un articolo di Marchetti relativo al can. 533 § 3 sulla reggenza della parrocchia durante l’assenza del parroco; e per la rubrica sulle interpretazioni autentiche delle leggi ecclesiali, un commento di Perlasca all’interpretazione riguardante il can. 1737, sulla possibilità per un gruppo di fedeli di presentare ricorso gerarchico contro un decreto del proprio vescovo. Il fascicolo è infine completato con una relazione tenuta da Visioli al corso residenziale di diritto canonico applicato dell’estate 2015 sui beni ecclesiastici, dedicata a figure e competenze relative all’amministrazione dei beni in diocesi.

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