Dopo due Sinodi dei vescovi dedicati alla famiglia (2014 e 2015), il 19 marzo 2016 è stata offerta alla Chiesa l’esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia di papa Francesco, diretta ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate, agli sposi cristiani e a tutti i fedeli laici «sull’amore nella famiglia».

           Nei mesi successivi sono state realizzate numerose iniziative, tuttora in atto, per conoscere questo importante documento, oltre tutto molto ampio (325 numeri e 391 note). C’era attesa da parte dei fedeli e dell’opinione pubblica di vedere come papa Francesco avrebbe raccolto i tanti apporti provenienti dai Sinodi e come avrebbe affrontato alcune questioni particolarmente delicate, complesse e dibattute.

            Anche la nostra rivista ha ritenuto opportuno dedicare la parte monografica di un numero a questo documento, dando attenzione - come è proprio della sua indole - al punto di vista canonico, in stretto e inevitabile rapporto con le altre prospettive ecclesiali. Esplicitamente papa Francesco ha dichiarato di voler dare al suo intervento soprattutto un valore pastorale, nella consapevolezza però che «la complessità delle tematiche proposte ci ha mostrato la necessità di continuare ad approfondire con libertà alcune questioni dottrinali, morali, spirituali e pastorali» (AL 2).

            Per questo, sia prima che dopo l’esortazione il dibattito ecclesiale è stato vivace; lo stesso papa Francesco lo ha riconosciuto: «i dibattiti che si trovano nei mezzi di comunicazione o nelle pubblicazioni e perfino tra i ministri della Chiesa vanno da un desiderio sfrenato di cambiare tutto senza sufficiente riflessione o fondamento, all’atteggiamento che pretende di risolvere tutto applicando normative generali o traendo conclusioni eccessive da alcune riflessioni teologiche» (AL 2).

           Gli articoli della parte monografica del presente fascicolo si inseriscono, pertanto, in questo dibattito, cercando di delineare come anche il diritto canonico possa offrire un contributo utile per raccogliere le sfide che le situazioni sociali culturali di oggi pongono alla pastorale matrimoniale e familiare e per dare concreta attuazione alle indicazioni offerte dal Papa.

           L’aspetto che è sembrato centrale in Amoris laetitia è il ruolo della famiglia stessa come soggetto di missione ecclesiale e non solo come oggetto di cura pastorale: «le famiglie cristiane, per la grazia del sacramento nuziale, sono i principali soggetti della pastorale familiare» (AL 200). L’articolo di Tiziano Vanzetto sviluppa proprio questa tematica, raccogliendo i diversi suggerimenti contenuti nell’esortazione ed inserendoli in un tentativo di elaborazione di quello che potremmo chiamare un diritto della famiglia, comprendendo tra gli altri questi aspetti: il rapporto fra il nucleo familiare e la comunità ecclesiale di appartenenza, i rapporti delle famiglie fra di loro, il loro associarsi e sostenersi reciprocamente, l’impegno e la rappresentanza che le famiglie cristiane possono avere in rapporto alla vita sociale.

         Per quanto AL abbia una specifica sezione dedicata al discernimento-accompagnamento alle nozze (nn. 205-216), intitolata «Guidare i fidanzati nel cammino in preparazione al matrimonio», tutto il documento di papa Francesco potrebbe essere letto in questa chiave, dal momento che lo scopo di tutta la riflessione pontificia è quello di mostrare la bellezza, la convenienza, la capacità di realizzazione della persona che sono implicite nella proposta della concezione cristiana del matrimonio. E questa l’attenzione avuta nell’articolo di Paolo Bianchi, che si sofferma su alcuni snodi centrali per la preparazione e l’ammissione alle nozze, come le questioni della fede, dell’amore, dell’indissolubilità, tenendo conto del contesto socio-culturale attuale, ma anche conservando una strutturale, intrinseca unità fra dottrina e prassi pastorale.

          Non poteva mancare un articolo dedicato al capitolo VIII di Amoris laetitia: «Accompagnare, discernere, integrare la fragilità». La tematica della condizione di vita e di fede delle persone separate, divorziate o risposate, ma anche dei conviventi o sposati solo civilmente, è stata ed è oggetto di un dibattito anche acceso, non solo sui media, ma anche in ambito ecclesiale. Eugenio Zanetti affronta questo argomento, certamente difficile e delicato, offrendo una sua visione della problematica, proponendosi di mostrare anzitutto come dall’esortazione non emerga una contrapposizione fra un approccio giuridico e un approccio pastorale. Fra i due vi può essere invece una sintonia, attorno alla prospettiva che percorre tutta l’esortazione, ossia quella che parte dal vissuto, sia pur imperfetto, dei fedeli; passa poi a un serio discernimento alla luce dell’insegnamento cristiano; per approdare quindi all’elaborazione di percorsi appropriati per il raggiungimento del bene possibile nella continua tensione verso il bene ideale. Ciò è realizzabile anche in situazioni difficili o cosiddette irregolari dal punto di vista matrimoniale, attraverso i mezzi che il Signore ha messo nelle mani della Chiesa, compresi i sacramenti (là dove sia possibile), e dentro un’integrazione e partecipazione ecclesiale che passa anche attraverso gli incarichi ecclesiali (là dove vi siano le condizioni opportune).

          Considerata la complessità di queste tematiche e soprattutto il desiderio di papa Francesco di “avviare dei processi” più che di stabilire delle norme generali, l’esortazione Amoris laetitia è ora affidata nelle mani delle Chiese particolari e dei loro vescovi, affinché elaborino degli orientamenti pastorali concreti ed efficaci. In questo compito anche l’apporto normativo è importante, secondo la duplice finalità del diritto canonico, che parafrasando un testo di AL 291 si potrebbe così sintetizzare: quella di “faro”, che diffonde la luce della dottrina cristiana e quindi offre gli orientamenti fondamentali, e quella di “fiaccola”, che sa illuminare i passi concreti e possibili del cammino di ogni fedele.

           Nella seconda parte del fascicolo, per la rubrica di commento a un canone si propone il contributo di Rava riguardante il can. 651 § 2 che in particolare focalizza la figura del vice-maestro dei novizi; un ulteriore articolo, di Perlasca, approfondisce una recente precisazione normativa relativa all’approvazione di nuovi istituti di vita consacrata di diritto diocesano, introdotta mediante un rescriptum ex audientia del maggio 2016; infine, uno studio di Beffa Negrini sulla metodologia e gli strumenti di indagine delle perizie psichiche nelle cause di nullità matrimoniale conclude la pubblicazione delle relazioni tenute al corso per operatori dei tribunali ecclesiastici svoltosi a Perugia nell’estate 2015.

           In allegato al fascicolo viene offerto ai lettori uno schema della procedura per la rimozione dei parroci, come ausilio per il compimento di una procedura amministrativa relativamente complessa e che si verifica con una certa frequenza; si prevede nel prossimo anno la realizzazione di un analogo prospetto, relativo alla procedura di dimissione di un religioso.

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