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Qde 2020/1: Matrimonio e mobilità umana

 

Dall'Editoriale:

Per ragioni familiari, personali e lavorative spesso le persone hanno luoghi di vita diversificati e molteplici: tale fenomeno sociale si riflette anche nel contesto ecclesiale, trasformando il modo in cui i fedeli vivono l’appartenenza alla Chiesa nella sua struttura sociale. Tale mobilità consente una ricchezza di incontri e di relazioni che certamente arricchisce le comunità cristiane, ma allo stesso tempo chiede una sempre maggiore attenzione da parte della Chiesa nel discernere l’azione pastorale che meglio permetta ai ministri e alle comunità locali di accompagnare e sostenere coloro che accolgono la vocazione coniugale e familiare, tenendo conto della possibile diversità di provenienza culturale, linguistica e di tradizione ecclesiale o anche religiosa. Nel contesto attuale, infatti, diventa sempre più complesso per i pastori discernere le situazioni di vita da cui provengono le persone che chiedono di celebrare le nozze e trovare le modalità di azione pastorale che possano garantire non solo una celebrazione valida ma anche fruttuosa del matrimonio.

Qde 2020/2: La normativa sulla privacy

 

Dall'Editoriale:

Chiunque operi in una curia diocesana italiana in questi anni ha certamente esperienza delle numerose richieste che provengono da italiani sparsi in tutte le parti del mondo per avere, per il tramite dei registri di battesimo, attestazione della nascita dei propri avi, al fine di dimostrare la cittadinanza. Il ricorso al mondo ecclesiale per tale documento è dovuto al fatto che sono gli archivi ecclesiastici a svolgere il ruolo di anagrafe di stato in epoca preunitaria (la stessa realtà dell’anagrafe del resto sorge in connessione alla normativa canonica tridentina sui matrimoni), conservando e gestendo preziose informazioni per la vita delle persone.
Tale circostanza evidenzia come da tempo la Chiesa custodisce dati rilevanti, con consumata esperienza (si consideri per esempio il fatto che in molte diocesi esistono archivi centralizzati da cui è possibile risalire agli archivi locali di competenza) e con attenzioni che hanno preservato nel corso dei secoli le informazioni in modo sicuro e rispettoso della riservatezza (nonostante la vasta mole di dati non si segnalano casi rilevanti di informazioni violate o smarrite).

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