Presentazione

Con la Costituzione Apostolica “Sacrae disciplinae leges” il 25 gennaio 1983 il Papa Giovanni Paolo II promulgava il Codice di diritto canonico e in quel testo affermava:

«[...] è da augurarsi che la nuova legislazione canonica risulti un mezzo
efficace perché la Chiesa possa progredire, conforme allo spirito
del Vaticano II e si renda ogni giorno sempre più adatta ad assolvere
la sua missione di salvezza in questo mondo».

Formulando questo auspicio, il Pontefice indicò, sia pur concisamente, la funzione ecclesiale del diritto canonico; quella funzione era già stata illustrata dalla stessa Costituzione, la quale, riferendosi in maniera specifica al nuovo Codice, lo definiva significativamente:

«come un grande sforzo di
tradurre in linguaggio canonistico [...]
l'ecclesiologia conciliare».

In tal modo il Papa, volgendo il pensiero all’inizio del lungo cammino – ossia al 25 gennaio 1959, quando Giovanni XXIII annunciò l’intenzione di convocare il Concilio ecumenico e di riformare il Codice – cammino che portò sino alla pubblicazione della rinnovata normativa canonica, potè dichiarare:

«[...] debbo riconoscere che questo Codice è scaturito da un’unica e
medesima intenzione, che è quella di restaurare la vita cristiana.
Da
una tale intenzione, in effetti, tutta l’opera del Concilio ha tratto le
sue norme ed il suo orientamento».

Muovendo da queste stesse premesse e, quindi, partendo dal fondamentale intendimento di rendere un servizio alla Chiesa e in particolare alla Chiesa che è in Italia, è nato, sia pure con umile consapevolezza circa il nostro lavoro, il progetto dei Quaderni di diritto ecclesiale.

L’idea, dunque, che ha originato e sostenuto questo progetto parte dalla convinzione che il diritto canonico riveste un’importanza ineludibile ed occupa nella Chiesa uno spazio che gli è proprio, un ruolo che Paolo VI, grande maestro del rinnovamento della disciplina canonica, non esitò a indicare come “diaconia del Diritto”; ed inoltre, dalla constatazione che il Codice di diritto canonico costituisce uno strumento necessario allo svolgersi della vita concreta della Comunità ecclesiale, nelle sue varie dimensioni e nell’oggi della storia.

Il progetto che ne è scaturito, poi, consiste nel mettere in opera dei “Quaderni” che si presentino non come contributi di carattere strettamente scientifico, bensì come apporti, ugualmente seri ed ancorati ad una rigorosa impostazione metodologica, che favoriscano la conoscenza del diritto ecclesiale e del suo spirito, alla luce dell’evento conciliare e del conseguente cammino postconciliare, e che contribuiscano all'applicazione della normativa attualmente vigente.

Per questo motivo, i destinatari primi dello strumento che presentiamo non sono gli specialisti o gli eruditi cultori della scienza canonica; esso è invece primariamente indirizzato a tutti coloro che desiderano accostare la normativa ecclesiastica anche senza particolari competenze, ed è rivolto con speciale attenzione agli operatoti di pastorale delle Chiese particolari italiane: sia coloro che esercitano un ministero ordinato, sia membri di istituti di vita consacrata, sia laici, che in vario modo sono impegnati nell'azione evangelizzatrice e collaborano all'edificazione paziente e generosa della Chiesa del Signore.